A RE MALVAGIO, CONSIGLIER PEGGIORE
16.09.2013 13:07
Grigi adulatori, figure mediocri e modesti esecutori rappresentano ciò che più di marcio possa esserci nella società. Pur di dimostrare asservimento incondizionato al “capo”, per suo mero compiacimento, attaccano chi ha idee diverse, chi si batte per l’uguaglianza e la giustizia sociale. Poi ci sono coloro che hanno da difendere i propri affari: capaci di appestare anche l’aria che respiriamo, aggrediscono ignobilmente chi vuole scardinare quel sistema da cui traggono privilegi, rendite e quant’altro, ed etichettano come folle chi, invece, prova a portare avanti un’idea di paese alternativa. Una maggioranza silenziosa di persone perbene ha dovuto fare spazio ad una minoranza rumorosa che strada facendo ha soffocato e distrutto il tessuto sociale, il territorio, l'ambiente, la dignità, il lavoro, il diritto e, soprattutto, la speranza. Questa minoranza nel tempo è diventata maggioranza. La rassegnazione di Forchia è diventata la morte del futuro. Gli occhi. È lì la differenza. Quando si vive in un paese senza futuro, è la speranza la prima cosa a venire meno. E vedere la rassegnazione farsi strada negli occhi della mia generazione, mi rincresce. Ci troviamo di fronte ad individui inadatti ad amministrare e che non hanno il benché minimo senso della vergogna. L’indignazione non soppianta la politica; di fronte a questo sfascio, declino non possiamo restare con le mani in mano. Io dico no: è il momento di rompere con il passato e con le rendite di posizione! La politica è una passione a vita, non un lavoro a vita.