BASTA CONNIVENZA!
Parlare di politica nelle piccole realtà è un compito arduo. L’intreccio di svariati fattori (amicizia, clientelismo, sudditanza psicologica, reverenza mistica) portano le persone a discettare di altro, che di sicuro non ha nulla a che fare con la politica. E le loro decisioni vengono assunte in funzione di questi fattori: il voto si assegna in virtù dell’ amicizia, del piacere ottenuto, della paura di subìre ritorsioni. Ma la politica, tout court, è ben altra cosa: attiene all’azione amministrativa, che dovrebbe risolvere i problemi, aumentare il benessere collettivo, essere imparziale, trasparente e legale. L’offerta politica di chi si avversa ad un'Amministrazione Comunale, nella parte relativa ai soggetti che si propongono, puo', per alcuni aspetti, anche non piacere in toto, ma di certo non puo’ rappresentare motivo per continuare a sostenere un modo di operare notoriamente esecrabile. L’antipatia o la simpatia non sono criteri di espressione del voto. Piuttosto, sarebbe ragionevole sottoporre a radiografia l’Amministrazione Comunale, ponendosi semplici ma dovuti interrogativi: ha risolto i problemi? Ha aumentato il benessere collettivo? E’ stata imparziale, trasparente e legale? Se si, è giusto continuare ad appoggiarla; se no, si stacca la spina, a prescindere. Su ognuno di noi pesa la responsabilità di continuare ad essere complici di questo turpe sistema o di cominciare un nuovo percorso.