Cerca nel sito

Contatti

GERARDO PERNA PETRONE
Rione Monsignor Ilario Roatta, V traversa, 1
82011 - Forchia (Bn)

347 2904530
334 2977118

gerardo.pet@alice.it

CONSIGLIO COMUNALE DEL 25 MAGGIO 2015

25.05.2015 20:24

Assenti: Massaro Angelo, Carmela Russo (maggioranza) e Giuseppe Papa (minoranza).

CONSUNTIVO 2014

Il bilancio consuntivo è il documento con cui la Giunta e il Responsabile del Servizio Finanziario presentano alla comunità i risultati raggiunti dopo un anno di gestione. E’ l’atto conclusivo di un percorso iniziato con il bilancio di previsione. Purtroppo, il conto consuntivo, é anche il momento della verità ed é la verità dei fatti che ci dà ragione ma, ahinoi, ancora una volta in ritardo. 
1. L'esame dei documenti sottoposti alla visione dei Consiglieri, infatti, per l'approvazione del conto consuntivo 2014, conferma tutte le criticità a suo tempo esposte dal nostro gruppo circa le previsioni ottimistiche e surreali contenute nel bilancio di previsione relativo al medesimo anno (2014) che, ricordiamo, é stato approvato a giugno scorso. Nonostante sei mesi di vantaggio, i dati che si rilevano oggi dal consuntivo, se paragonati alle previsioni iniziali, attestano che sono state effettuate stime completamente inesatte su di un periodo residuale di gestione di appena sei mesi. Qualcuno di buon memoria ricorderà certamente le perplessità da noi sollevate a suo tempo rispetto ad alcuni “indicatori”. Ci avevate detto, per esempio, che l’Ente avrebbe ricevuto trasferimenti in c/capitale per un importo pari ad euro 11.000.000. L’avevate proprio sparata grossa! Invero, abbiamo ottenuto finanziamenti solo per 4.000.000 di euro, con uno scostamento, tra la previsione iniziale e il rendiconto, del 61%. In occasione dell’approvazione del bilancio di previsione, invitammo questa Amministrazione a stare con i piedi per terra; il Sindaco ci disse che a lei piaceva sognare: un incubo, altro che sogno; vengono meno, infatti, i fantomatici "contributi del mago Zurlì", per circa 7.000.000 di euro, che qualcuno forse aveva sognato sulla ruota di Napoli, essendo lì la sede della Regione Campania. Ci avevate detto, ancora, che avremmo incassato più di 600.000 euro da servizi per conto terzi (ritenute previdenziali e assistenziali effettuate al personale, le ritenute erariali, i depositi cauzionali, ecc.) ma ne abbiamo incassato solo 90.000 circa, con uno scostamento dell’85%. Questi scostamenti si possono registrare in due casi: non si sanno fare i conti oppure il previsionale è solo un libro dei sogni. 
2. Residui attivi e passivi. Per dirla semplicemente, i primi sono le quote di entrate non riscosse, i secondi le spese non pagate. I residui attivi sono 8.700.000 euro (40% delle entrate), i residui passivi più di 9.000.000 di euro (45% uscite). Sono indice in primo luogo di scarsa efficacia dell’amministrazione comunale che non riesce a concretizzare nell’anno le azioni programmate per quel periodo se non per circa la metà della previsione: ancora una volta il libro dei sogni. In secondo luogo sono effetto della fuga dalla realtà che sta ormai caratterizzando questa Amministrazione e che le porta a scrivere nelle previsioni cifre che ben sanno non essere reali. Tra i residui attivi vi sono:
- tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per un valore pari ad euro 942,50 per l’anno 1999, ad euro 5.318,62 per l’anno 2000, ad euro 5.213,58 per l’anno 2001, ad euro 366,66 per l’anno 2002, ad euro 11.132,26 per l’anno 2004, ad euro 14.048,51 per l’anno 2005, ad euro 6.992,14 per l’anno 2006, ad euro 10.389,88 per l’anno 2007, ad euro 19.414,99 per l’anno 2008, ad euro 21.275,21 per l’anno 2009, ad euro 21.478,87 per l’anno 2010, ad euro 34.296,35 per l’anno 2011, ad euro 48.400,97 per l’anno 2012, ad euro 55.235,86 per l’anno 2013, per un totale dell’ intero capitolo di euro 254.506,75. Perché il Comune non riscuote questi soldi? Per inerzia o per insolvenza dei debitori? Ma, soprattutto, se da quindici anni non li riscuote, può ancora considerarli crediti reali o devono essere messi, almeno in parte, fra le perdite? Non è il caso di fare una gran pulizia dei residui-fantasma? 
- trasferimenti correnti dalla Regione (acquisto autovettura uff. tec.,  fognatura, campo di calcio, palazzetto dello sport), per un totale dell’intera categoria di euro 110.000 circa;                                                                                                                                                                                                       - proventi affitto chiosco c.da Cretazzo (anni 2002-2003-2004), per un importo pari ad euro 5.000;                                                                                       - proventi codice della strada, per euro 7.000 nell’anno 2001, per  euro 10.000 circa nell’anno 2002, per euro 26.000 circa nell’anno 2004, per euro 16.000 circa nell’anno 2005, per euro 15.000 nell’anno 2006, per euro 40.000 circa nell’anno 2007, per euro 40.000 circa nell’anno 2008, per euro 23.000 circa nell’anno 2009, per euro 14.000 circa nell’anno 2010, per euro 10.000 circa nell’anno 2011, per euro 6.000 circa nell’anno 2012, per euro 6.000 nell’anno 2013, per euro 300,00 nell’anno 2014, per un totale del capitolo pari ad euro 212.152,49;                                                                                                   - proventi palazzetto dello sport, per un importo pari ad euro 7.600 (anni 2012-2013). Per l’anno corrente abbiamo riscosso solo 50,00 euro, a fronte di euro 8.400 previsti. Dato il grave e reiterato inadempimento contrattuale, perché non si procede con l’adozione del formale atto di risoluzione da parte dell’Ente e la conseguente riconsegna dell’immobile? – servizio idrico integrato, per un importo pari ad euro 2.000 circa, relativo al ruolo acqua 2000/2001;               - proventi illuminazione votiva, per un totale di capitolo pari ad euro 17.000 circa (anni 2008-2014);                                                                                       - fondi L. 219/81, per un totale di euro 300.000.                                                                                                                                                         Tanto ci sarebbe ancora da evidenziare ma il meccanismo sembra essere chiaro: il “trucco” dei residui attivi serve solo a salvare i conti; praticamente, esiste una montagna di soldi, che farebbe dormire sonni tranquilli anche all’amministratore più improvvido, ma solo virtualmente, perché proprio non si trova – e non si troverà! - il modo di incassarli. 

Per tutte queste ragioni, che non potevamo fare a meno di sottolineare in questa sede e che denotano superficialità ed approssimazione per un modo di fare non certo lineare, pur apprezzando i salti mortali del ragioniere, nonostante qualcuno continua ad accelerare in curva, il nostro voto contrario esprime la preoccupazione per il futuro dell'ente e della tenuta dei suoi conti ed è costernato da un profondo rammarico per non aver visto accolte le nostre proposte collaborative (vedi ad es. istituzione commissione bilancio) che tendevano a trovare soluzioni di garanzia generale per uscire dalle difficoltà e mettere al sicuro il Comune. Il  conto consuntivo si regge su una impalcatura di cartone costituita  dalla esagerata rappresentazione dei residui attivi, molti dei quali vecchi di decenni ed ormai  praticamente inesigibili. Il nostro voto contrario rappresenta un giudizio negativo sulla gestione amministrativa del Comune di Forchia.